“Lungo la freccia del Sagittario tra le fronde della Quercia”
Sagittario
22 Novembre – 21 Dicembre
“Io vado lontano”
Segno: Fuoco, legato all’istinto; Mobile, che si colloca alla fine della stagione autunnale
Governato da Giove e Nettuno
Parole chiave: Oltre, Lontano, Avventura, Esplorazione, Sincerità, Entusiasmo, Insegnamento, Saggezza, Fiducia, Ingenuità.
“…a te Sagittario, do il compito di far avanzare la mia opera nella giusta direzione. Dovrai concentrare la tua energia e dirigerla verso di me affinché io possa ispirare ogni tua azione.
Ricorda che per udire la mia voce non sarà necessario esplorare tutte le strade della Terra, ti basterà soltanto seguire quella del cuore. Affinché tu possa assolvere il tuo compito, ti dono i talenti dell’entusiasmo, della verità e della conoscenza. Usali con discernimento, unendo mente e cuore. Non permettere che ingenuità e falsi ideali diventino ostacoli così grandi da allontanarti dalla tua meta.”
“La Missione dei Dodici Eroi” Rita Casati
La freccia del Sagittario vola alta nel cielo di fine Novembre – Dicembre, Il suo segno grafico è simbolo di slancio vitale e di evoluzione, protende alla ricerca della sua meta, oltre l’orizzonte. “L’OLTRE” è proprio il tema di questo simbolo astrologico, comunemente associato al viaggio, all’avventura, all’esplorazione di ambienti lontani, diversi, sconosciuti, che viaggia sulle lunghe distanze e risponde al richiamo dell’avventura, dell’incontro con l’ignoto, lo straniero.
Il viaggio del Sagittario si traduce in esperienza, in conoscenza, nell’integrazione del diverso, comporta un processo interiore di crescita, di adattamento, di scoperta dentro di sé di nuove risorse o di nuove modalità di utilizzo dei propri talenti.
Rappresenta anche lo studio approfondito e la cultura superiore, la ricerca e la specializzazione: università, studi filosofici, lingue e culture straniere. Nella reciprocità dello scambio oltre alla conoscenza che riceve e assorbe, si pone anche come insegnante, maestro e guida verso gli altri.
Dotato di grande energia fisica, è difficile per un Sagittario stare a lungo fermo in un posto: si fa impellente la necessità di muoversi, camminare, anche solo per scaricare le energie in esubero. Infatti anatomicamente corrisponde alle gambe dell’uomo, sempre in cammino, ed al suo fegato che scinde gli alimenti nei loro nutrimenti essenziali, per poi sintetizzarli in nuova vita, nuova energia biologica.
Il nostro fegato conosce il segreto di questa trasmutazione alchemica, ed è verso questo centro di verità vitale che muove la freccia la ricerca del Sagittario.
Per raggiungere la sua meta ha bisogno di molta energia epatica, infatti deve metabolizzare molti e diversi materiali, sia fisici che psichici. Deve alimentarsi di tutto ciò che incontrerà lungo il cammino e che potrà aiutarlo a comprendere il segreto della vita.
Nell’ansia della ricerca, il Sagittario che è in noi, può diventare ingordo, può così affaticare il fegato con inutili sovraccarichi di lavoro. L’aspetto emotivo da armonizzare potrebbe essere legato ad eccessi di rabbia, in questo caso è consigliato l’uso di fiori di Bach come l’Holly o Dagger Hakea dei fiori australiani.
Con un modo di fare letteralmente “gioviale”, il Sagittario mette in evidenza il suo essere innocuo, amichevole, pacifico, generoso, fino a sembrare davvero ingenuo o sprovveduto, in realtà, oltre a Giove, governa il segno anche Nettuno, che gli dona tutta la fiducia dell’Universo, l’intuito, la sensibilità di saper cogliere le opportunità e il momento giusto.

Quercia – Farnia
Nome botanico: Quercus robur
Famiglia: Fagaceae
Genere: Maschile
Elemento: Fuoco
Pianeta: Giove
Poteri: Forza, Ospitalità, Fortuna, Maestosità, Salute, Protezione, Sovranità
Se camminando nei boschi decidessi di fermare i tuoi passi per riposare o ammirare la bellezza della natura, e ti trovassi ai piedi di una quercia, di certo te ne accorgeresti, perché stando sotto di lei lentamente sentiresti cadere sul tuo capo, non foglie, ma ogni genere di insetto.
La Quercia tanto cara a Giove, ne raffigura l’abbondanza: tutti chiedono ospitalità, che lei accoglie in modo silenzioso, paziente e adattandosi anche in modo eccessivo alle richieste dei suoi commensali.
Nei buchi del suo tronco possiamo trovare il nido della cinciarella; se alziamo lo sguardo verso le sue fronde il Vischio, pianta sacra ai Celti, che vive parassitando la pianta che lo ospita ma donando in cambio la sintesi clorofilliana nel periodo invernale, fase di caduta delle foglie della quercia.
Sui giovani germogli si annidano diversi parassiti tra cui i cinipidi, che utilizzano come nutrimento sia le foglie che gli amenti maschili, generando le cosiddette “galle”, escrescenze rinvenibili sulla pianta, reazione del vegetale in risposta allo stimolo prodotto dall’insetto, dalle uova o dalle larve.
La quercia non combatte i propri parassiti, ma li accoglie, li accetta e continua a vivere con essi, mutando il suo essere!
Esattamente come Madre Terra dona nutrimento in modo instancabile e un nido su cui far fiorire la propria vita, così la Quercia esprime la sua forza, costanza e tenacia nel far fronte ai bisogni di tutti. L’elemento associato ad essa è il Fuoco, a identificare il suo vigore e la sua energia instancabile; come una fiamma muta in continuazione, infatti la pianta usa tutte le sue forze per generare nuove foglie e nuovi germogli, quando ormai tutti gli altri alberi sono entrati nella fase di stabilità estiva. Simbolo di abbondanza, mette a disposizione nuovo cibo per i bruchi nati in agosto, incapaci di cibarsi delle foglie più vecchie.
La sua longevità ne denota la capacità vitale, essa può arrivare fino a mille anni. Simbolo di salute, la Quercia più antica del mondo si trova in Italia, in Calabria, nel Parco Nazionale dell’Aspromonte, battezzata Demetra e di anni 934.
A livello gemmoterapico Quercus Peduncolata, nome latino, è consigliata come antiastenico per il suo effetto stimolante la corteccia surrenalica dando un risultato tonico e rivitalizzante. È un rimedio principalmente maschile, infatti stimola le gonadi con un aumento della secrezione di testosterone.
A livello fitoterapico dona forza e vitalità affinché l’individuo ritrovi la “quercia che è in sè”; affinché il corpo fisico riacquisti l’energia e la forza per affrontare le esperienze del quotidiano.
Simboleggia il maschile sacro, ogni sua parte propizia maestosità, saggezza e forza; la pianta era sacra a Giove, e si narra ombreggiasse la sua culla quando nacque in Arcadia.
Gli antichi credevano che la quercia, nata inseme alla Terra, avesse offerto ai primi uomini l’alimento; così per i Greci, la corona di quercia era stimata più di quella d’oro.
In vari miti e leggende è venerata come il Re degli alberi, consacrata a Zeus tra i Greci e Giove tra i Romani, per la sua maestosità, la forza muscolare, l’ardimento e il coraggio.
Se si ha la fortuna di sostare accanto ad un’antica quercia, noterete sicuramente lungo la struttura grandi nodi, il tronco ricurvo e corto rispetto all’espansione dei rami; come un grande anziano essa protegge il luogo in cui si erge e invita a colmarsi di saggezza. Sotto le sue fronde sono state accolte diverse riunioni nel corso della storia; i druidi conoscevano il linguaggio delle piante e sceglievano accuratamente i luoghi dove predisporre i propri consigli.
La quercia, se ad un livello più denso e materiale, dona energia e vitalità, ad un livello più sottile insegna a trasmutare questa forza in coraggio, ovvero l’azione di cuore che muove il proprio “Io” verso ciò che sa essere il Bene. La saggezza risiede nell’affrontare le esperienze della vita non più soltanto con l’ardimento e l’interesse verso una propria vittoria, ma nell’acquisire consapevolezza in ciò che si sta vivendo, cambiando il punto d’osservazione si arriva a intravedere una nuova modalità di crescita.
La quercia, denota come massima espressione della sua forza, la Sovranità, ovvero il divenire sovrani di se stessi, saper governare le parti della propria personalità.
In questo cielo di fine Novembre – Dicembre, governato dal Sagittario, la Quercia ne simboleggia il suo tragitto: il fuoco ardente della pianta dona energia e grinta per affrontare le avventure che attendono questo periodo. Ricca di opportunità e con sguardo generoso rivolto verso la vita, tipiche caratteristiche “gioviali”, la pianta ricorda di saper trascendere la propria abbondanza; affinchè la freccia del Sagittario raggiunga la sua meta, la Quercia porta in dono la capacità di ampliare la propria coscienza così che sia il Cuore l’obiettivo del proprio sguardo!
Buon viaggio!