“Io accolgo e proteggo. Con flessibilità ed empatia imparo ad aprirmi all’altro”
Cancro
22 Giugno – 22 Luglio
“Io accolgo e proteggo”
Segno: Acqua, legato alle emozioni; Cardinale, che dà inizio alla stagione estiva
Governato dalla Luna.
Parole chiave: Cura, Famiglia, Memoria, Protezione, Casa, Intuito, Sicurezza, Femminilità, Emotività.
“…a te Cancro, do il compito di esprimere sentimenti ed emozioni. Dovrai amare ogni creatura della Terra e insegnare all’uomo a farlo. Ricorda che il tuo amore dovrà essere rivolto all’intera umanità, e non solo alla tua famiglia. Perchè tu possa svolgere il tuo compito, ti dono i talenti della ricettività, della sensibilità e dell’empatia. Usali con saggezza, senza farti sommergere dalle tue e dalle altrui emozioni, senza subire e infliggere ricatti affettivi. Gli ostacoli che dovrai superare saranno perciò gli attaccamenti, l’insicurezza e la paura dell’abbandono.“
“La Missione dei Dodici Eroi” Rita Casati
Con il segno del Cancro prende avvio la stagione estiva: i fiori fecondati diventano frutti, ed è proprio questo periodo che provvede alla loro maturazione. L’energia e l’aria sono infatti calde e nutrienti, morbide ed avvolgenti: il polline sparso in giro dai Gemelli, la fecondazione operata dalla natura, dagli insetti, cede il passo alla trasformazione del fiore in frutto. Il legame con la pianta è molto forte, il picciolo del frutto è il cordone ombelicale che lega la madre al figlio nel periodo della gestazione. E i frutti, per crescere, hanno bisogno di calore, di luce, di zuccheri ed acqua (elementi che si ricollegano alla Luna e a Venere), di Terra e di Sole, che simbolicamente rappresentano la protezione, la tenerezza, la dolcezza ed il nutrimento che la madre ed il padre danno al proprio figlio. Riguardo la gravidanza, il segno del Cancro corrisponde al momento dell’impianto dell’embrione nell’utero ed il suo collegamento con la placenta.
Governato dalla Luna, archetipo della Grande Madre ed implicitamente connesso con il concetto di crescita per fasi graduali e di ciclicità, il segno del Cancro è il più accogliente, morbido ed accondiscendente: affettuoso, premuroso e solerte, sensibile ed emotivo, è l’archetipo dell’amore incondizionato che il genitore ha per la prole.
Il segno grafico del Cancro rappresenta le chele del granchio, che costituiscono lo spazio protetto del grembo e del guscio (in cui talvolta il Cancro si richiude, quando si sente minacciato), ma altrettanto sono le armi che il Cancro/Madre usa per trattenere a sé i figli. Altro significato è il 69, ovvero l’inversione del movimento solare da ascendente a discendente.
La psicologia del Cancro è molto sensibile ed emotiva (segno d’Acqua), e talvolta diventa suscettibile o suggestionabile. Soprattutto il Cancro è sensibile alla sofferenza altrui, ai bisogni degli altri, alle creature a cui può fare da madre. Nulla spaventa di più il Cancro quanto l’incognita del futuro o la precarietà delle situazioni: per questo cerca soprattutto negli affetti una sicurezza e una stabilità che le sue doti di tenacia e di concentrazione mantengono salde. La casa e la famiglia sono i valori principali per il Cancro, ed estesi su scala più ampia diventano la Patria e le tradizioni, il passato e la Storia (molti patrioti sono del segno del Cancro); questo ne fa un carattere nostalgico, che conserva gelosamente i ricordi soprattutto dell’infanzia.
Il Cancro sogna la casa perfetta e la famiglia felice, da aprire solamente a persone di cui si ha comprovata fiducia, in generale sfugge alle frustrazioni del presente ritornando nel passato, nei ricordi, o nel sogno (territorio lunare per eccellenza).
Nelle relazioni può instaurarsi un livello di squilibrio, in quanto il Cancro (sia uomo che donna) tende a fare da madre e a trattare l’altro come un figlio; nel caso della donna, oltretutto, il diventare Madre comporta il rischio di una totale identificazione nel ruolo a discapito della funzione di moglie e di amante. Liberato dall’istinto materno, rimane una grande sensibilità nella relazione e nella sessualità, e una tendenza alla tenerezza, alla coccola, alla gentilezza nei gesti d’attenzione, nelle premure e nelle parole.
La lotta più dura è proprio contro la seduzione del passato, dell’infanzia, la nostalgia, la memoria.
M. Proust
Con gli altri segni d’Acqua (Scorpione e Pesci) il Cancro va generalmente d’accordo, condividendo la sensibilità e l’emotività, ma è con il Capricorno che si sviluppa un aspetto importante di opposizione/integrazione.
Contraddistinto da freddezza e rigidità, determinazione ed impegno operativo, il Capricorno presenta in realtà una forte somiglianza con il Cancro: coriacei entrambi, quanto il Cancro come Grande Madre è legato ai figli, tanto il Capricorno è legato ai progetti, al lavoro, agli obiettivi e al successo. Ed il conflitto è tra morbidezza e durezza, tra nutrimento e digiuno, tra tranquillità e solerzia, tra nostalgia del passato e attesa del futuro, tra emozione e volontà, tra flessibilità e caparbietà, tra solitudine e compagnia, tra la carriera e la famiglia. L’integrazione di questi due aspetti è fondamentale.
Gli organi collegati al segno del Cancro sono lo stomaco e l’apparato digerente in generale, oltre a una connessione con gli organi genitali femminili (in particolare ovaie e utero). Lo stomaco rischia di diventare il punto debole in cui si somatizzano lo stress e le tensioni (che diventano gastriti e ulcere): uno stile di vita e un’alimentazione regolare e ordinaria, calma e tranquilla, sono molto più indicati per il segno del Cancro. Il sonno e la quiete notturna sono fattori di grande ricarica e rilassamento, sotto la protezione della Luna/Madre. Attenzione anche al consumo eccessivo di dolci, di carboidrati e di zuccheri in generale: la tendenza alla dolcezza, unita con la pigrizia del segno può portare a problemi di sovrappeso o all’insorgenza del diabete.
Riguardo ai rimedi floriterapici: per coloro che con il pensiero si soffermano a lungo nel passato, rimpiangono un tempo felice, si abbandonano al ricordo di un amico perduto o a vecchi sogni mai realizzati, Honeysuckle dei Fiori di Bach, descrive una persona che sfugge la realtà, atteggiamento che va contro sé stesso. La magia di questo rimedio è far ritornare a vivere nel presente e spezzare le catene dei ricordi e del passato.
Essendo il Segno del Cancro legato fortemente al femminile e alla sua ciclicità, segnalo il rimedio She Oak dei Fiori Australiani che ha un’azione specifica su squilibri ormonali, sindrome premestruale, irregolarità del ciclo, problematiche della menopausa, ecc.
Di Alchimia Benoit, Determination Remedy, che è utile in tutte le manifestazioni psicosomatiche di cui il Segno è spesso afflitto, aiuta a combattere l’insicurezza, l’indecisione ed il pessimismo.

SALICE
Nome botanico: Salix alba L.
Famiglia: Salicaceae
Genere: Femminile
Elemento: Acqua
Pianeta: Luna
Poteri: Femminilità, Flessibilità, Protezione, Rinascita, Accoglienza, Ciclicità
Il Salice è associato al mito di Persefone; unica figlia di Demetra e Zeus, giovane e semplice fanciulla, cresciuta sotto la protezione della madre. Un giorno di primavera, mentre gioca a raccogliere fiori insieme alle sue amiche, si allontana troppo dalla vista di Demetra e si ritrova in un campo mai sperimentato; in preda all’ansia inizia a piangere e chiedere aiuto, ma la sua voce non viene udita. Improvvisamente la terra si apre ed emerge un carro trainato da neri cavalli, guidato da Ade che furtivamente rapisce la fanciulla e scompare negli Inferi da dove proviene.
Demetra, che presiede la natura, i raccolti e le messi, accortasi della sparizione della figlia, chiede aiuto giungendo al Sole; egli le disse che per volere di Zeus, Persefone era stata concessa in sposa ad Ade. Afflitta dal dolore per la perdita della sua unica figlia, e disposta a cercarla in tutto il mondo, fa voto di non tornare più sull’Olimpo e abbandona le sue vesti da Dea.
La mancanza dei poteri di Demetra generò la carestia, nessuna pianta fiorì e vennero a mancare i beni di prima necessità per gli umani. Zeus, accortosi di ciò che stava avvenendo, mandò il suo messaggero Hermes da Ade affinché liberasse la fanciulla, così che Demetra potesse tornare ad indossare le sue vesti da Dea e riportare l’equilibrio sulla Terra.
Persefone addolorata dalla perdita della madre ma al contempo ammaliata dalle cure di Ade, accettò di mangiare del melograno: secondo un’eterna legge del Destino, chi avesse mangiato alcuni chicchi di questo frutto nella casa del marito, avrebbe fatto ritorno.
Così la fanciulla si riconciliò con la madre e accettò di rimanere insieme ad ella per due terzi dell’anno, e Demetra per festeggiare annualmente il ritorno della figlia faceva ricoprire di fiori e frutti i campi; mentre per un terzo dell’anno, equivalente alla fase invernale, Persefone sarebbe scesa da Ade come Regina degli Inferi.
Dal mito emerge come principale qualità la ciclicità che è associata alla Luna, Pianeta che sorregge il Salice: quando Persefone risiede negli Inferi, vi è la morte della vegetazione; in primavera, tornando a vivere sulla terra porta fertilità e bellezza. Così il Salice regge il principio della rinascita, infatti la pianta ha la capacità di immettere nuove radici dai rami potati che toccano terra; oppure, è in grado di fornire ospitalità col suo legno marcescente a nuove forme di vita, permettendo addirittura la crescita di ogni tipo di pianta dal suo tronco.
Già da questa breve descrizione è evidente la connessione del Salice con l’energia femminile, in cui si esprime l’accoglienza, la protezione, la sensibilità, l’amore materno, la nascita, la cura ed il contatto con l’occulto, da cui si associa la pianta al segno del Cancro.
Salix alba raffigurava l’albero delle streghe, che prima del Medioevo erano considerate sacerdotesse capaci di mettersi in contatto con il mondo invisibile; il Salice aiuta a sviluppare le proprie qualità artistiche in cui risiedono anche la guarigione e la chiaroveggenza. Infatti, nella mitologia celtica era l’albero di Brigid , la dea della fertilità e la protettrice dei poeti, artisti, guaritori e druidi.
La protezione è una delle principali qualità di Salix alba: deputato a unico albero in grado di accogliere e accudire la culla di Zeus, così come una madre fa col proprio figlio; oppure di accompagnare Orfeo nel regno dei morti per riportare a nuova vita Euridice.
Gli aspetti femminili si esprimono nella pianta attraverso la sua flessibilità e la connessione con l’elemento acqua. Il suo nome deriva dal celtico sal lis, che significa “vicino all’acqua”, infatti il Salice lo si ritrova principalmente lungo le rive di laghi o fiumi. Popola quindi zone umide dove altre piante fanno fatica a crescere. Alba fa riferimento al colore della pagina inferiore delle sue foglie. Salice bianco è originario del centro Europa e diffuso in tutto l’emisfero boreale; in Italia è presente principalmente nelle zone di pianura ma si spinge fino a 900 metri di altitudine.
La connessione così forte con l’elemento acqua, rende la tipologia di individuo associata a questa pianta particolarmente emotivo. La ricerca quasi spasmodica delle radici del Salice di questo elemento, porta Edward Bach a descrivere il “tipo Willow”:
“Per quanti hanno patito avversità e sventure e hanno difficoltà ad accettarle senza lamentarsi o risentirsene, poiché giudicano la vita dal successo che dona” oppure ancora “Sentono di non essersi meritati una prova tanto grande, che questa è ingiusta e si abbandonano all’amarezza”.
Per cui, nell’aspetto disarmonico l’individuo Salice si rintana in uno stato di amarezza continuando a nutrirsi di questa emozione, provando rabbia o senso di insicurezza e abbandono. In questo risiede la caratteristica del segno del Cancro che tende a proteggersi dal mondo esterno rinchiudendosi tra le proprie chele di granchio, simbolo del segno.
L’aspetto armonico lo si ritrova nella flessibilità dei rami, che si prestano alla creazione di tipici cesti; questa qualità ricorda all’individuo di saper andare oltre le avversità, di affrontare nuovamente la prova o la situazione di vita con un nuovo punto di vista. Le foglie lanceolate-acuminate, finemente seghettate e lunghe di cm, 5-12, ricordano la mezza luna anche per il colore argenteo della pagina inferiore e nelle notti di luna piena si illuminano; questa specifica segnatura dona all’individuo la forza femminile del saper accogliere le proprie ferite e camminare oltre trovando interiormente la soluzione.
L’impollinazione è entemofila, ovvero affidata agli insetti poiché l’albero è dioico, i fiori a sessi separati sono portati da individui diversi: i fiori maschili sono gialli e lunghi fino a cm. 7 e presentano due stami e antere gialle; i fiori femminili sono peduncolati, verdi e più esili di quelli maschili. Attraverso le infiorescenze si presenta nel Salice la dualità, la stessa che si ritrova nel mito di Persefone, divinità della fertilità e al contempo degli Inferi: rappresenta proprio l’attaccamento emozionale che spesso è rivolto ad emozioni negative e che può far allontanare l’individuo da se stesso; proprio quel dolore, il Salice ricorda essere slancio per rinascere a nuova vita.
Come uso terapeutico è stato lungamente utilizzato fin dai tempi antichi per le sue proprietà antinfiammatorie. Già impiegato nel 100 a.C. per la cura delle malattie reumatiche, fu poi utilizzato come antipiretico nella cura della malaria nel 1763. In seguito, nel 1859 si ottenne la sintesi dell’acido acetisalicilico. In fitoterapia è comune l’uso della corteccia per curare disturbi tipici dell’esposizione al freddo umido, come febbre, infiammazioni, influenza, reumatismi.
Come gemmoderivato, la gemma ha un’organotropismo diretto al sistema nervoso centrale con un azione sedativa e riequilibrante; gli amenti hanno proprietà estrogenizzanti; la scorza di giovane ramo possiede attività antinfiammatoria rivolta all’apparato muscolo-scheletrico e antipiretica sui centri ipotalamici; la linfa ha tropismo oculare, deterge cristallino e corpo vitreo.
L’acqua rappresenta l’energia progenitrice, ciò da cui tutto origina, come l’essere umano nasce nel grembo materno, in cui risiede questo elemento. Ecco che Salice è associato all’energia femminile e alla Luna, che è colei che regole le acque, le maree, il ciclo mestruale, le colture, e governa l’aspetto emotivo.
L’acqua come pioggia che permette la fecondità della Madre Terra, oppure come Purificazione, pulisce non solo il fisico, ma anche i corpi sottili: nei rituali sacri, come può essere il Battesimo, il lavaggio serve a rendere puro l’individuo, togliendo le maschere egoiche, permette all’Anima di esprimersi.
Il Salice aiuta a riconnettersi con la propria femminilità, e a migliorare la relazione con le proprie emozioni, stimolando la rinascita interiore.
Il Rito!
“Mai come nelle tiepide e chiare notti del periodo di fine Giugno – Luglio, siamo invitati a contemplare la Luna, sedotti dal suo fascino “liquido” e dal suo splendore argenteo. La sua luce ci rammenta e riporta nelle acque del ventre materno. E’ stata la prima e la più importante esperienza, quella in cui risiedono le nostre memorie più antiche e profonde, di pace o dolore. Almeno una volta al giorno, rammenta questa esperienza, ricollegati al tuo ventre, sii madre di te stessa/o, cullati, accarezzati, sussurrati parole amorevoli.
Ritrova dentro di te il senso materno, rimani in contatto con questa sensazione: sei figlia/o ma sei anche sempre madre e padre di te stessa/o. Sperimenta dunque in questo rito la tua dimensione accogliente materna e manifestala con un atto d’amore rivolto a te stessa/o. Amati come fa una Madre.”