“Io esisto e con coraggio e intraprendenza do inizio al Nuovo”
Ariete
21 Marzo – 20 Aprile
“Io Sono il Primo e l’Unico”
Segno: Fuoco, legato all’istinto; Cardinale, che si colloca all’inizio della stagione primaverile
Governato da Marte
Parole chiave: Inizio, Energia, Azione, Forza, Vitalità, Vittoria, Coraggio
“…a te Ariete affido il compito di dare inizio alla mia opera.Imparerai ad usare il tuo fuoco interiore per far nascere cose nuove.
Fa che queste riflettano il mio piano, e non i tuoi desideri personali.
Il tuo è un compito arduo e rischioso per affrontarlo ti dono i talenti del coraggio, della fiducia e dell’iniziativa.
Coltivali ed usali con discriminazione e gentilezza.
Non permettere che impazienza, avventatezza e prepotenza diventino ostacoli così grandi da accecare la tua mente e il tuo cuore”.
“La Missione dei Dodici Eroi” Rita Casati
Il 21 Marzo ha inizio la Primavera: l’energia di questo periodo corrisponde alla rinascita della vita, attiva l’impulso vitale a germogliare, a iniziare ad agire, a mettersi in movimento. Il freddo dell’inverno è ormai alle spalle, così come la variabilità delle prime settimane di Marzo (col Sole in Pesci): con l’Ariete torna il calore (segno di Fuoco), e si dà avvio ad una nuova fase del ciclo della natura. Torna la luce (Sole in esaltazione): l’Equinozio di Primavera rappresenta il momento in cui luce e tenebre hanno raggiunto l’equilibrio, anzi inizia a sbilanciarsi a favore delle ore di luce che superano le ore di buio riattivando i processi vitali nella natura vegetale ed animale.
L’Ariete porta con sé il momento e l’energia del risveglio, la rinascita, del principio che va dal buio, dalla stasi, dalla fase embrionale verso l’energia, la forza vitale che prende nuova forma, identità e si afferma come individuo.
Il primo Segno Zodiacale rappresenta proprio il principio vitale per eccellenza, il puro istinto, un’inesauribile fonte di energia psichica e fisica direzionata verso il raggiungimento dello scopo o semplicemente in piena e incontrollata manifestazione. L’Ariete è dotato di spontaneità, tempestività, forza, energia attiva, coraggio, intraprendenza, immediatezza, rapidità, vitalità, sincerità, schiettezza, purezza (qualità espresse da Marte e dal Sole).
L’impulsività è la caratteristica principale del Segno: l’Ariete corrisponde a pura energia in movimento, rifiuta profondamente il senso di inadeguatezza perché sente istintivamente di dover esistere e resistere, di dover agire e che può contare solo su stesso e sulle proprie forze (opposizione alla Bilancia che rappresenta gli altri, le relazioni).
E’ frenetico, ha bisogno di imparare, superare prove, migliorarsi, rafforzarsi e crescere nell’azione, mettendosi alla prova continuamente, sfidando se stesso e gli altri, conoscersi, afferma e conferma il suo diritto a esistere, a occupare un posto nel mondo, a manifestare la sua forza ed il suo potenziale. Non gli si addicono le convenzioni, le regole e le buone maniere e manifesta la passionalità e la motivazione profonda del cuore: non ama le complicazioni mentali, i ragionamenti, i dubbi e neppure i sentimentalismi, va dritto al punto, alla soluzione più immediata, efficace e definitiva. Non fa calcoli, non attua strategie, non aspetta, non pensa alle conseguenze. Il suo peccato capitale è l’ira per la sua tendenza eccessiva all’impulsività, all’aggressività e all’uso della forza che talvolta diventa brutale e autoritaria. Rincorre sempre nuove sfide ponendosi perennemente in competizione e sentendosi spesso insoddisfatto. “Io Sono il primo e l’unico” costituisce il motto del Segno: rappresenta un buon punto di partenza da tenere sempre presente nel processo di affermazione di sé, tenendo però in considerazione anche gli altri (integrazione dell’energia bilancina), il giusto compromesso e le sfumature di colore in ogni situazione.
Il simbolo grafico dell’Ariete rappresenta le corna dell’animale, ma viene anche associato al germoglio che spunta dal terreno, all’eruzione vulcanica, allo zampillo dell’acqua di sorgente.
Al segno dell’Ariete è collegata la testa, in particolare la fronte ed il setto nasale, che spesso protende in segno di slancio o di sfida. La sofferenza fisica può derivare dalle emicranie o in generale dai processi infiammatori favoriti da Marte e dall’elemento Fuoco.
Marte governa i muscoli e ciò conferisce all’Ariete una buona forma fisica, una prestanza atletica innata, che un allenamento costante potrà portare al pieno potenziale, compito difficile per l’Ariete che deve fare attenzione in questo senso ai traumi derivanti da sforzi fisici. Nell’alimentazione, la tendenza a mangiare velocemente la prima cosa che capita (soprattutto carne o alimenti ricchi di ferro), può portare a gastriti e pesantezza intestinale. L’Ariete tende a trascurarsi e a sottovalutare sintomi e debolezze: stare fermo a letto risulta una tortura, ma talvolta non vi è altra soluzione allo stato di logoramento psico-fisico a cui si riduce.
Tra i rimedi di Bach vi è Impatiens che corrisponde a coloro che pensano e agiscono rapidamente, che si spazientiscono facilmente di fronte alla lentezza o al ritardo altrui e che amano lavorare in solitudine per poter mantenere i propri ritmi accelerati. Mentre, Holly è prezioso per coloro che sono soggetti a scoppi di ira, che mancano di amore e comprensione nei confronti degli altri perché sono concentrati molto su loro stessi, favorisce il rilassamento viscerale e l’apertura all’Amore incondizionato.
Tra i Fiori Australiani, Dog Rose of the Wild Forces, aiuta a sviluppare la capacità di inibire comportamenti e reazioni molto impulsive, a mantenere la calma ed il controllo emotivo, anche quando si vivono situazioni difficili.

BIANCOSPINO
Nome botanico: Crataegus oxyacantha
Famiglia: Rosaceae
Genere: Maschile
Elemento: Fuoco
Pianeta: Marte
Poteri: Imprevedibilità, Impulsività, Energia, Coraggio, Speranza, Unione, Protezione
La Primavera è la stagione che caratterizza il “Risveglio”; le idee, i progetti che sono stati elaborati durante la stagione del silenzio, l’inverno, ora passano dall’aspetto mentale all’aspetto pratico. Con la stagione primaverile è tempo di rendere concrete le proprie idee.
La Natura, apparentemente dormiente durante la fase invernale, ha coltivato e protetto le proprie gemme con cura, affinché con la luce primaverile potessero sbocciare ed esprimersi in ciò che han scelto di essere: fiore, ramo, foglia.
La Primavera porta in dono la capacità di saper colorare la vita, perché ogni essere della natura, in questa stagione, inizia ad esprimere il proprio fuoco interiore, inizia a presentarsi, a definirsi in “Io sono”; così si può osservare la Natura mutare in diverse tonalità di colore, poiché ogni essere avrà la propria sfumatura, la propria identità. Vi sarà chi si esprimerà per primo, o chi emergerà con maggior timidezza.
Il segno dell’Ariete dà l’avvio a questa meravigliosa stagione, e tra le piante è il Biancospino ad essere protagonista. Con la sua fioritura tra Aprile e Maggio, antecedente l’emissione delle foglie, si rende visibile come “macchia bianca” tra gli altri arbusti o alberi ovunque esso sia; questa caratteristica ne denota la sua volontà di esserci, il desiderio di manifestarsi.
La pianta è un elemento tipico della flora Mediterranea, è diffusa soprattutto in Europa, Asia Minore e Nord Africa. È generalmente presente come un arbusto spinoso su siepi e scarpate; mentre, se mantenuto isolato, raggiunge le dimensioni di un piccolo albero, che ampliando la propria chioma alla ricerca continua della luce del sole, può elevarsi fino a 5 o 10 metri di altezza.
Si denota da queste prime descrizioni, il bisogno di Biancospino di farsi notare, di esprimere la propria voce, di poter dire al mondo “Io esisto”. Per tale motivo esso si adatta facilmente al clima temperato che sia secco o umido dimostrando forza di espressione. La vitalità e la tenacia la si può evidenziare anche nella durezza del tronco che rende Biancospino robusto e in grado di vivere anche più di duecento anni.
Il coraggio nell’esprimersi lo rende facilmente individuabile a mezza altezza, tra le piante erbacee in basso e quelle arboree in alto. Predilige terreni calcarei e ama gli spazi aperti per poter avere libertà di espressione.
Se la caratteristica dell’impulsività la si può ritrovare nella fioritura, in cui la pianta non attende le foglie ma necessità il prima possibile di esprimere il proprio fuoco, adornando completamente i rami, il coraggio, l’energia attiva e la forza sono qualità che Biancospino esprime attraverso le spine. In quest’ultimo gesto si osserva la necessità di dimostrare la propria virtù, l’individualità nel mostrarsi, come a dare prova di potercela fare da solo ad affrontare le sfide, ad esempio l’adattabilità al clima o ad i luoghi in cui cresce.
Le spine che rivestono i rami, ne denotano la caratteristica associata al Pianeta Marte che rendono Biancospino una pianta maschile, guerriera e ribelle. Al tempo stesso, è connesso all’elemento Fuoco per la sua imprevedibilità. Infatti quando la pianta è in fiore, verrebbe da coglierne un ramo per la sua bellezza e purezza trasmessa attraverso la fioritura, ma le spine che a prima vista rimangono nascoste fanno fare dietro front all’ingenuo sprovveduto.
Vi è una leggenda che narra la capacità di allontanare il male e ferire i fulmini proprio grazie agli aculei della pianta, essendo in grado di privare i lampi della loro furia e assorbirla su di sé, intimorendoli al punto che i fulmini non osano più sfiorare Crataegus. Si dice, infatti, che questo albero non venga mai colpito da essi e che quindi ci si possa riparare sotto i suoi rami durante i temporali. Anche gli antichi romani gli attribuivano il potere magico di scacciare i fulmini e gli spiriti maligni grazie alle sue spine aguzze e lo chiamavano alba spina, ovvero spina bianca, probabilmente per il colore dei fiori.
Le leggende e le usanze antiche delineano il gesto della pianta da cui se ne ricava la caratteristica ad esempio della prepotenza, qualità che permette a Biancospino di scacciare addirittura i fulmini e al tempo stesso la capacità di protezione. Quest’ultima la si osserva dal fiore, bianco e leggermente sfumato di rosa, che assicura Armonia, Gioia e Amore; infatti, si usava appendere rami della pianta sulle porte delle case, delle stalle e dei fienili. I romani e i greci lo usavano per addobbare gli altari durante i riti nuziali, e lo adoperavano come arbusto protettore per i neonati, ponendolo sopra le culle dei piccoli.
Il nome botanico Crataegus oxyacantha, deriva dalle parole greche kratos, oxus e anthos che significano rispettivamente forza, acuminato e fiore. Manca un elemento che rende la pianta protagonista anche nella stagione autunnale, ed è il frutto: bacche di forma ovale, dal colore rosso vivo e riunite in grappoli. Quest’ultimo ne caratterizza la passionalità di Biancospino: la tipologia di individuo associato alla pianta vive la propria vita seguendo la propria emotività; è istintivo, sempre in movimento e tende al nervosismo e alla rabbia.
È proprio il colore del frutto che ricorda l’aspetto emozionale: il fuoco interiore che muove l’individuo nel mondo, ma che può anche bruciare se in eccesso e non controllato. Il complementare del colore rosso è il verde, colui che dona equilibrio all’espressione della pianta, e lo si ritrova nelle foglie: lucenti sulla pagina superiore e più chiare su quella inferiore; dalla forma ovale oppure rombica, irregolarmente incise a tre o cinque lombi. La mancanza di uno schema fisso nel manifestarsi delle foglie colora Biancospino di un atteggiamento gentile.
Ed è nel fiore che si ritrova l’aspetto armonico, simbolo di purezza e dolcezza, Crataegus insegna ad esprimere la propria emotività con equilibrio e saperla governare.
Si evidenzia questa sua azione sul corpo emotivo anche come rimedio gemmoterapico, Biancospino infatti ha un organotropismo specifico per il cuore e le coronarie, il sistema cardiovascolare, neurovegetativo e neurocardiaco. È un ottimo ansiolitico, ha un azione sedativa e miorilassante, dunque il suo impiego può risultare utile anche nelle turbe del sonno che si accompagnano a tachicardia. La sua maggior azione è a livello del sistema cardiaco e circolatorio.
Purifica il cuore dalla negatività, e aiuta a liberarsi dagli attaccamenti emozionali, apre la strada al perdono e alla fiducia. Così come il segno dell’Ariete, la pianta insegna ad affermarsi esprimendo il proprio fuoco interiore con grinta ma al contempo gentilezza nel rispetto dell’altro. La forza di Marte si coniuga con la dolcezza di Venere, pianeta caro alla famiglia delle Rosaceae, donando il giusto equilibrio nella forza delle pulsioni emozionali.
C’è una leggenda appartenente al Cristianesimo che narra della pianta di Biancospino: Giuseppe di Arimatea, membro del Sinedrio si rifiutò di condannare Gesù e dopo la crocifissione si dedicò a raccogliere il sangue di Cristo nella coppa che era stata usata nell’Ultima Cena. Successivamente, si recò in Britannia e, dopo essere sbarcato sulle sponde dell’isola, giunse a Glastonbury dove piantò il proprio bastone in terra. Il bastone dopo qualche tempo germogliò dando vita a un grande e bellissimo Biancospino che per secoli continuò a fiorire ogni Natale. Accortosi dell’evento, Giuseppe d’Arimatea decise di edificare, accanto alla pianta, una chiesa, essa fu la prima costruita in Inghilterra. Da quel momento in poi, ogni anno durante il periodo natalizio il Biancospino fiorì. Secondo le credenze cristiane i fiori bianchi rappresentano l’Immacolata Concezione, gli stami rossi le gocce del sangue versato da Gesù Cristo, e le spine simboleggiano la corona di spine posta sul suo capo.
L’utilizzo del Biancospino come pianta in questa leggenda è perché vi è una forte simbologia con l’Oltre; pare che la pianta secondo gli usi antichi fosse una sorta di “portale”, un accesso segreto ad un altro mondo, ad altre dimensioni sovrasensibili ove è possibile ottenere la Conoscenza trascendente.
Per poter aprirsi all’Oltre è necessario imparare a padroneggiare la propria emotività e canalizzare la propria forza espressiva al Servizio del Cuore; il contatto con i mondi sottili necessita di radici ferme, di una volontà forte e gentilezza d’animo, tutte qualità di Biancospino.
Il rito!
“L’Ariete è il primo segno dello Zodiaco, e rappresenta nell’individuo la fase infantile; l’espressione dei bambini diretta, spontanea, senza troppe inibizioni e mediazioni. Quando esplodono manifestano chiaramente la propria rabbia urlando e pestando i piedi. Tutto questo, per la sopravvivenza e l’equilibrio fisico ed emotivo del bambino; è necessario per affermare chiaramente a sé e agli altri la propria volontà e diritto di esistere.
Contattiamo il nostro bambino interiore con i suoi bisogni e le sue necessità. Mettiamoci in contatto con la sua rabbia ed il suo dolore ed esprimiamoli proprio come farebbe lui; facciamolo con il corpo, la voce, lasciamo che le emozioni ci attraversino e trovino un’espressione in tutta la loro potenza. Lasciamo poi andare lo sfogo con le lacrime, se emergono, concediamo loro di sgorgare e manifestarsi. Sentiamo liberarsi dentro di noi tutta quell’energia repressa, gioiamo della sua vitalità, sentiamola vibrare dentro di noi, portiamo gratitudine e scriviamo tutto ciò che è emerso; quando sentiamo di avere messo tutto su quel foglio, utilizziamo l’elemento dell’Ariete, il fuoco, e bruciamolo. Così avremo trasformato, con un atto magico, tutto il dolore e avremo fatto spazio ad emozioni nuove, più armoniose, dentro di noi.”