“Uniti nella Fratellanza al Servizio del Tutto”

Acquario

21 Gennaio – 19 Febbraio

Io mi confondo e eludo”

Segno: Aria, legato al pensiero; Fisso, che si colloca al centro della stagione invernale

Governato da Urano

Parole chiave: Indipendenza, Sperimentazione, Amicizia, Riforma, Futuro, Cambiamento

…a te Acquario, do il compito di cooperare con tutte le creature della Terra, per costruire insieme la Nuova Era. Dovrai imparare a sentirti fratello di tutti i regni della natura e versare nel cuore dell’uomo l’acqua della vera Vita. Il tuo compito richiede amore e disponibilità, perciò, affinché tu lo possa assolvere, ti offro i talenti dell’amicizia, della tolleranza e del servizio. Coltivali e sii consapevole dell’importanza del compito che ti ho dato, ma sappi che disimpegno, opportunismo e insensibilità saranno ostacoli non facili da superare”.

“La Missione dei Dodici Eroi” Rita Casati

L’Acquario corrisponde alla fase centrale dell’inverno, è un segno Fisso di Aria, richiama il vento gelido delle alte quote; l’aria contenuta nei ghiacci tipici di questa stagione è un’aria fredda e secca, tersa e nitida, che conferisce rigore e lucidità mentale. Per le nostre latitudini si tratta del periodo più freddo dell’anno, in cui tutto giace fermo e congelato: Il Sole (in esilio nel Segno) è infatti molto debole pur rimanendo una tenue fonte di calore e luce. Se si osserva la natura, essa è in stasi: il seme giace sotto terra in attesa, trasformandosi, radicandosi al terreno e preparandosi all’uscita. Per queste caratteristiche, il Segno dell’Acquario conduce al mondo delle idee, dei pensieri, dell’astrazione della realtà in senso visionario, di un futuro che verrà; occorre ingegnarsi, pensare e riflettere, trovare soluzioni a una situazione naturale a volte difficile da sopportare.

Urano in domicilio, insieme a Saturno che conferisce rigore ed essenzialità, porta ad escogitare nuove soluzioni e invenzioni, ad ideare rivoluzioni, cambiamenti repentini, progressisti e pensati per il bene comune e la collettività. La stagione è ben più dura di quella affrontata dal Segno del Capricorno che pensava di potersela cavare da solo con la propria forza di volontà, la tenacia e l’impegno; in questo tempo, invece, da soli non si può sopravvivere, conviene chiedere aiuto, parlare, comunicare, scambiarsi idee e soluzioni, è caratteristico il detto “l’unione fa la forza”.

L’Acquario è il Segno che rappresenta meglio di tutti la connessione, la condivisione, l’amicizia e la collettività; l’Ego, l’individualismo e la singolarità sono banditi, per lasciare spazio al Noi, alla comunione e al Bene comune.

A livello grafico, il simbolo dell’Acquario raffigura il geroglifico egizio dell’acqua. Spesso l’immagine associata al Segno comprende una fanciulla con in mano un’anfora da cui versa l’acqua; quest’ultima entra in contatto con l’elemento aria e, sublimandosi, diviene acqua mistica capace di elevare l’uomo verso il divino.

La realizzazione personale in Acquario si manifesta su un piano universale: l’individuo, pur non disconoscendo la sua unicità, tende a fluire in mezzo agli altri sovrapponendo gli ideali comunitari ai fini personali. Nell’acqua avviene il dissolvimento dei valori egoici dell’Io, mentre nell’aria il soggetto si espande recando il suo contributo al benessere sociale. Da qui il significato primario del Segno che esprime il senso di fratellanza universale presente ogni volta che l’essere umano è in grado di liberarsi dalle proprie dipendenze egoiche.

L’Acquario è uno dei Segni più evoluti dello zodiaco, rappresenta l’individuo che non ha bisogno di affermare sè stesso, né di controllare ed immobilizzare la realtà, ha integrato la struttura regolare e ordinata di Saturno con la libertà e l’autonomia di Urano, giungendo ad un livello di coscienza superiore. Se come umanità stiamo entrando nell’Era dell’Acquario è questo che dobbiamo aspettarci ed auspicarci, un livello elevato di coscienza e consapevolezza, un’unione e un’armonia collettiva che valorizza pienamente tutte le risorse dell’essere umano.

E’ un Segno che ha bisogno innanzitutto di libertà, autonomia e indipendenza, insofferente a qualunque tipo di legame di dipendenza fisica, emotiva o psicologica. Anticonformista, originale, alternativo, stravagante, geniale, si dice che l’Acquario preferisca parlare al plurale che al singolare, che si sente parte di qualcosa di più grande, attratto da alti ideali e consapevole che la concretizzazione del progresso arriverà solamente dalla collaborazione e dalla condivisione con gli altri. L’utopia, il mondo ideale, un’idea brillante e apparentemente realizzabile con facilità, viene diffusa, condivisa, comunicata con entusiasmo, facendo sollevare gli animi e riaccendere le speranze. Queste ultime, spesso, rimangono tali e Saturno fa ritornare con i piedi per terra, riportando l’utopia a livello della realtà.

Il Segno dell’Acquario governa per tradizione la parte inferiore delle gambe, la zona delle caviglie e dei polpacci, in particolare il loro sistema circolatorio, su cui rischia di somatizzare con flebiti e vene varicose in età avanzata. La sua costituzione fisica non è particolarmente forte (caviglie e polsi fragili per distorsioni e fratture), e anche il sistema nervoso risulta piuttosto sensibile, per via del grande dispendio di energie mentali.

Il fiore di Bach che può aiutare chi tende a sognare ad occhi aperti, fuggendo dalla realtà in un futuro immaginario con il rischio di non vivere il presente, è Clematis. Per l’eccesso di idealismo, che può sfociare nel fanatismo ed un comportamento particolarmente antisociale e ribelle, Vervain. Tra i Fiori Australiani, Hibbertia aiuta ad integrare le informazioni e le conoscenze con le esperienze e l’intuito in modo equilibrato, favorendone l’utilizzo e distribuendo l’energia dalla testa/intelletto al cuore, garantendo così anche la collaborazione con gli altri.

OLMO CAMPESTRE

Nome botanico: Ulmus campestris L.

Famiglia: Ulmaceae

Genere: Femminile

Elemento: Acqua

Pianeta: Saturno

Poteri: Amicizia, Fratellanza, Umiltà, Cambiamento, Destino

Vi è una storia che accomuna l’Olmo all’inizio della civiltà umana. Ci si trova nelle terre scandinave dove la mitologia norrena colora la vita e il destino dei popoli residenti.

Si narra della nascita del Pianeta Terra, denominata Midgard, ovvero “terra di mezzo”, poiché si trova a metà strada tra il palazzo degli Dei e il regno degli inferi, generata dal re degli Dei Odino e dai suoi fratelli Vìli e Vè.

All’inizio di tutto vi è il Vuoto, Ginnungagap, da cui nasce il primo essere, Ymir, ovvero il Caos, dalle sembianze di Gigante. Il mito racconta che in una grande lotta, Odino e i suoi fratelli riuscirono a uccidere il Gigante, portando così l’Ordine, il susseguirsi del giorno e della notte e la ciclicità delle stagioni. Essi usarono le parti del corpo di Ymir per dare forma al pianeta, e proprio dai capelli fecero nascere le piante.

Le tre divinità, di ritorno verso casa, dopo aver creato il cielo e la terra, rimasero affascinati da due piante, un Frassino e un Olmo. Scelsero proprio questi due alberi per dare vita all’uomo e alla donna. Così Odino dette loro il respiro (Spirito), Vìli il sentimento (Anima), Vè il calore (Corpo).

Askr, ovvero Frassino, fu il nome dato all’uomo; mentre Embla, Olmo, quello dato alla donna; i corrispettivi “Adamo ed Eva” del Cristianesimo, differentemente fatti nascere dalla terra.

Così, secondo la mitologia norrena, è l’Olmo a raffigurare il Principio Femminile, cioè quella qualità energetica che sa ascoltare lo Spirito e comunica ciò che è stato udito, al Principio Maschile affinché venga realizzato nella materia. È l’aspetto elevato dell’individuo che sa accogliere, condividere e si pone al Servizio per il Bene superiore.

Secondo la mitologia norrena, l’Olmo simboleggia il Destino, cioè la capacità di saper perseguire quanto era stato programmato prima della venuta sulla Terra. Analogamente, Eva o l’Olmo, rappresenta l’Anima dell’individuo; ricorda all’essere umano di essere scintilla divina e quindi di far parte del Tutto; di cooperare ognuno col suo talento, affinché il soffio della Vita di esprima.

Il termine Ulmus, era già usato dagli antichi Romani e probabilmente il significato originale corrispondeva a “crescere”, “sorgere”.

La pianta è originaria dell’Europa, del Mediterraneo e delle regioni caucasiche; in Italia è presente in tutto il territorio, ed è più frequente in Pianura Padana. L’Olmo preferisce stare isolato in luoghi ben illuminati, in spazi aperti e non tollera densi raggruppamenti. L’isolamento di questa pianta non è da intendersi come quello del Faggio che predilige i faggeti, ovvero la comunione esclusiva con la propria famiglia; oppure quello del Noce che crea un terreno acido attorno ad esso affinché nessuno cresca. L’Olmo richiede semplicemente uno spazio aperto per esprimere sé stesso, condividendo il suolo con altre piante: spesso vive associato al Pioppo o al Gelso. Lo si può trovare anche nei vigneti, poiché non assorbe dal terreno le sostanze nutritive utili alle viti, così che nel simbolismo araldico, l’Olmo assume le qualità di fratellanza, amicizia, protezione, sostegno.

Si dice di Ulmus essere una pianta a metà tra l’uomo e la natura, poiché è ormai una specie non completamente selvatica, ma legata all’umanità e alla terra. È una pianta coltivata e addomesticata, la si può trovare in parchi, giardini, viali alberati, in siepi lungo le strade e nelle piazze, garantendo piacevoli passeggiate sotto l’ombra della sua imponente chioma.

La tipologia di individuo che porta in essere i tratti dell’Olmo, è un tipo evoluto che si pone al Servizio dell’essere umano e della natura, offrendo le sue qualità in modo altruista, andando al di là della semplice competizione per la sopravvivenza.

La piana ha un elevata resistenza ai fattori climatici, all’inquinamento e tollera persino le inondazioni. Il legno dell’Olmo è duro, robusto e duraturo; la struttura del tronco è verticale come una colonna per poi ramificarsi molto realizzando una chioma anche di cinque metri di circonferenza; queste sono caratteristiche che ne raffigurano l’aspetto saturnino.

La pianta può vivere in valli fertili, terreni sabbiosi o argillosi, purché siano umidi; questo la collega all’elemento acqua e dunque all’aspetto femminile intuitivo, di un sentire profondo di cuore.

Il gesto verticale dell’Olmo ne caratterizza l’autodeterminazione, connesso all’acqua che riconosce con forza lo scopo della propria anima.

I semi ne caratterizzano l’aspetto negativo della pianta, per quanto essi vengano dispersi dal vento, la riproduzione anemofila è inefficace, per cui viene propagato facilmente per via vegetativa mediante il distacco dei polloni basali o per propaggine, tecnica artificiale.

A livello simbolico, l’inefficienza del seme caratterizza l’aspetto di incertezza della pianta nei confronti dell’avvenire. Per cui raffigura un individuo, che seppur riconosce il proprio scopo nel fluire della Vita, l’immaginazione del futuro lo può destabilizzare e condurlo al mancato compimento; sarà l’energia di Saturno, il pianeta che governa la pianta, a riportarlo alla centratura.

Secondo Virgilio (Eneide VI, 282-284) l’Olmo era sacro e dedicato a Morfeo (dal greco morfé, il cui significato è “forma”), Dio dei sogni, colui che prende forma delle cose e delle persone sognate donando illusioni realistiche. In questa caratteristica della divinità si può riconoscere l’analogia con la tendenza disarmonica del tipo Acquario che può perdersi nella sua fantasia e mondo ideale, distaccandosi troppo dalla realtà.

Morfeo è rappresentato con grandi ali che gli permettono di raggiungere ogni angolo della terra in un istante coltivando i sogni di ogni individuo. Analogamente i frutti dell’Olmo, le samare, sono provviste di ali, ossia due membrane molto sottili e leggere, che consentono al frutto di essere trasportato dall’aria o dal vento anche a distanza dalla pianta madre. Immaginando questi frutti volare attraverso l’elemento aria è come se la pianta volesse condividere l’entusiasmo, la gioia di vivere.

In fitoterapia la corteccia dell’Olmo è impiegata come astringente, antireumatica, diuretica, cicatrizzante, per il trattamento di eczemi e come depurativo. A livello gemmoterapico il suo organotropismo è riferito all’apparato cutaneo, è un eccellente drenante superficiale per la pelle, le mucose e le sierose. Il rimedio ha la capacità di stimolare la rigenerazione dei tessuti, indicato quindi nelle sindromi cutanee di origine allergica o infiammatoria, utile per il trattamento dell’acne giovanile, dermatiti umide, lesioni erpetiche. È un eccellente rimedio di disintossicazione da sovraccarico metabolico, nonché di depurazione del tessuto connettivo attraverso la pelle e di regolazione della sudorazione.

La capacità del gemmoterapico di rigenerare il tessuto, raffigura il gesto della pianta che ricorda all’individuo di saper “prendere nuova forma”, come Morfeo, imparando a fluire con la vita e non cristallizzarla o tentare di controllarla.

Ogni pianta ha lo stesso identico scopo: raggiungere la luce. Il portamento dell’Olmo fa si che questa pianta non solo raggiunga la luce, ma la porti nel mondo. La tipologia di individuo associata ad Ulmus ha la potenzialità di indurre cambiamenti nella società umana, riconoscendo che la grandezza consiste nel seguire con forza e responsabilità la propria strada nella realizzazione del proprio compito in armonia con l’ordine cosmico e l’evoluzione.

Il rito!

L’essenza del rito è il ritmo, che diventa una danza. Per qualche minuto al giorno, ritrova il tuo ritmo e seguine il movimento. Trova una musica che ti piace particolarmente, chiudi gli occhi, ascoltala e lascia che le sue note ti avvolgano, segui il ritmo e muoviti di conseguenza. Lasciati pervadere, muovi il tuo corpo, lascia che la musica ti guidi, condividine l’armonia, la bellezza e la fantasia dei movimenti, giocando con essi.

Per qualche minuto al giorno, concediti questo gioco, torna ad un ritmo che provochi in te serenità, benessere e gioia.

Poi fermati e rilassati ancora per un po’, ferma i tuoi pensieri facendo qualche respiro profondo, riportandoti nel “Qui ed Ora”.

E’ nel momento presente che esisti, è da qui che il futuro ha inizio!

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