“La tenacia del Capricorno sorretta dalla forza del Pino”

Capricorno

22 Dicembre – 20 Gennaio

Io domino e dirigo”

Segno: Terra , legato alle sensazioni; Cardinale, che dà inizio alla stagione invernale

Governato da Saturno

Parole chiave: Praticità, Determinazione, Essenza, Disciplina, Saggezza

“…a te Capricorno, do il compito di essere e affermare la mia idea.
Dovrai imparare a liberarti da tutto ciò che non sei.
Solo quando avrai capito di essere Anima, potrai affermare te stesso e il mio piano.
Di certo, il tuo compito è duro e faticoso, ma affinché tu lo possa adempiere ti dono i talenti della disciplina, della tenacia e del distacco.
Nel metterli a frutto presta attenzione che il peso della tua mente non schiacci il tuo cuore, perchè allora l’ambizione, la durezza e il pessimismo renderanno il tuo viaggio aspro e faticoso”.

“La Missione dei Dodici Eroi” Rita Casati

E’ il solstizio d’inverno, il freddo ricopre a poco a poco la superficie della Terra mentre in profondità, le sementi lavorano, si isolano, si proteggono. La superficie sembra sterile ed austera, senza vita, ma conserva in seno le sue ricchezze per il futuro. Questo ciclo della Natura corrisponde al mese astrologico del Capricorno la cui energia archetipica è governata dal pianeta Saturno, che rappresenta la parte della psiche umana legata alla saggezza, alla lungimiranza, alla capacità di fare analisi oggettive della realtà e di assumersi in prima persona la responsabilità di fare ciò che serve per ottenere i risultati prefissati, a qualunque costo, sopportando qualsiasi sacrificio si riveli necessario per raggiungere la meta (segue infatti il Sagittario, colui che ha individuato la meta da raggiungere).

A livello grafico, il simbolo del Capricorno richiama la figura mitologica composta per metà da una capra rampante e per l’altra metà dalla coda attorcigliata di un pesce, a rappresentare le due forme evolutive del Segno: più materiale e diretta verso l’alto (la capra), più spirituale e diretto verso l’interiorità emotiva (il pesce).

Il Capricorno si riconosce nelle qualità di serietà, affidabilità, presenza, determinazione, ostinazione, tenacia, resistenza; il soggetto mantiene gli impegni presi, le promesse fatte, la parola data a costo di qualsiasi sforzo o sacrificio; il carattere tende a farsi brusco, schivo, autoritario, pratico. L’energia vitale alimenta un progetto di vita ambizioso, connotato da grande selettività, preferenza per la solitudine, il lavoro autonomo, la libertà da legami, da obblighi e da dipendenze.

Il Capricorno è fortemente proiettato sull’autorealizzazione, sul lavoro, sul denaro, sull’efficienza, sulla carriera, il che lo porta a mettere in secondo piano i temi dell’affettività, della cura, della morbidezza, della famiglia. L’aspetto evolutivo consiste nell’integrare e trovare spazio per la vita professionale e nel contempo aprire il cuore, concedendosi l’intimità all’interno di una relazione di coppia e imparare a prendersi cura di sé e del proprio nucleo familiare.

Nel nostro corpo fisico rappresenta la parte più dura e minerale, ovvero le nostre ossa, lo scheletro, i muscoli. Il sostegno della nostra struttura è simbologicamente rappresentato dal pianeta governatore del Capricorno: Saturno, colui che regge il corpo e riflette la robustezza e la stabilità del carattere, di norma anche la salute del Segno e la sua longevità, perché troppo impegnato per perdere tempo ad ammalarsi. Il punto debole di somatizzazione è costituito da disturbi reumatici, artrosi, dolori alle articolazioni (gomiti e ginocchia, in particolare), ma anche problemi ai denti e alla schiena (scoliosi).

Il fiore di Bach che può aiutare chi tende a caricarsi eccessivamente di responsabilità è Elm; per ostinazione eccessiva con il rischio di non saper ascoltare i propri limiti, Oak; per la rigidità interiore e fisica Rock Water; per un eccessivo senso di autoaccusa, Pine.

Tra i fiori australiani segnalo Flannel Flower, un rimedio utile per “ammorbidire” le persone rigide. controllate, tendenti ad un atteggiamento difensivo, incapaci o in grossa difficoltà di esprimere emozioni e sentimenti. É indicato per l’individuo che evita ogni forma di libera espressione corporea giungendo a rifiutare persino di ballare o fare sport; esprime un eccessivo autocontrollo con conseguente rigidità, facilitando così l’insorgere di disturbi psicosomatici: mal di testa ricorrenti, cefalea muscolo-tensiva, tensioni muscolari, lombalgia per scarsa flessibilità.

Il Rimedio facilita il contatto con il proprio cuore e le proprie emozioni.

PINO SILVESTRE

Nome botanico: Pinus sylvestris

Famiglia: Pinaceae

Genere: Maschile

Elemento: Aria

Pianeta: Saturno

Poteri: Protezione, Perseveranza, Immortalità, Cura, Sostegno

Di certo vi è capitato di immergervi in una pineta e rimanere attoniti dal silenzio quasi magico che si respira. L’aria è impregnata dell’aroma di resina, così come il suolo ricoperto di suoi aghi crea uno strato soffice da rendere il nostro cammino leggiadro.

Esistono due tipologie di Pini, quelli di alta montagna: il Pino silvestre (Pinus sylvestris L.) e il Pino cembro (Pinus cembra L.), o quelli che prediligono l’aria marina, come il Pino d’Aleppo (Pinus halepensis Mill.) e il Pino domestico (Pinus pinea L.).

Il Pino può crescere nei suoli più ingrati, in luoghi aridi e selvatici; questo albero ha proprio il compito di rigenerare i terreni sterili e degradati formando humus grezzo. La sua perseveranza e ostinazione la si osserva anche dai luoghi in cui sceglie di crescere, su dirupi e pendii, o in terreni franosi, perché si veste del ruolo di consolidare i terreni e ostacolare le valanghe, essendo egli resistente al peso della neve.

L’albero cresce alto, diritto, forte, indipendente e potente, in grado di tollerare intemperie e venti freddi, abitato dal desiderio di autorealizzazione; con ambizione e rigore crea terreno sterile per altre specie vegetali grazie alla caduta dei suoi numerosi aghi acidi.

Nell’antica Grecia i Pini erano consacrati a Rea, detta anche Cibele, antichissima divinità figlia di Urano (il Cielo) e di Gea (la Terra). Ella racchiudeva in sé l’unione degli opposti, divenendo così figura androgina dalla quale si esprime la creazione, il Tutto.

Nella pianta del Pino possiamo osservare l’energia materiale-maschile, nella sua ostinazione e serietà della crescita, così come la tenacia, la resistenza e il sacrificio che esprime sugli alti pendiii; mentre l’aspetto femminile-spirituale, lo si può ritrovare nella cura che esso ha per sé stesso, e nella longevità di cui detiene il record, 5000 anni. Quest’ultima è simbolo di saggezza, il Pino infatti è fortemente collegato alla “maturità”, termine che denota una certa qualità intellettuale e morale. Rispetto alla cura invece, la pianta se ferita produce la resina che è in grado non solo di proteggere da eventuali insetti e batteri ma di favorire la riparazione del tessuto, sviluppando così la capacità di rigenerarsi e autoguarirsi.

L’unione dei due opposti la si osserva in Pinus sylvestris dalla disposizione delle foglie, e dagli aghi che si esprimono in coppia.

Il Pino è governato dall’energia di Saturno, che rappresenta l’archetipo del Padre, di colui che definisce le regole, che contiene, che dona forma, struttura e sorregge. Infatti, a livello gemmoterapico l’organotropismo della pianta è riferito al sistema osteoarticolare; soprattutto Pinus montana, è un eccellente rimedio remineralizzante e rigeneratore del tessuto osseo, antinfiammatorio articolare, cartilagineo e sinoviale. Saturno rappresenta anche l’aspetto mentale, che si ritrova nell’elemento Aria associato all’albero. La Mente è uno strumento assai utile ed abile, con cui si può progettare, pianificare l’espressione delle proprie idee. Molto spesso è ingannevole, così ci si ritrova ad essere governati da lei, così come il Pino nel suo aspetto disarmonico lo si ritrova aggrappato al passato, a rimuginare su di sé. Questa modalità la si osserva dalle foglie che durante l’inverso vengono conservate, essendo la pianta un sempreverde, essa rimane agganciata alla propria storia come in un moto continuo di autoaccusa, così come i fiori che lentamente continuano a volgere lo sguardo verso il basso intanto che si sviluppa la pigna.

Nel suo aspetto armonico, invece, il Pino consente di districare e ordinare le sensazioni confuse, proprio come sono districati e ordinati i suoi aghi. Volgendo uno sguardo al passato per imparare dall’esperienza vissuta sulla Terra, così il Pino esprime la sua maturità nel saper integrare l’aspetto maschile, pratico, mentale con quello femminile, amorevole verso sé stesso, animico.

Una volta reciso, il Pino non può rinascere da sé stesso, ad indicare come la soluzione non può essere l’eliminazione della Mente, ma essa abile strumento, deve essere messa al Servizio del Cuore.

…in dono per voi un piccolo rituale quotidiano!

Si narra che nell’antica Grecia, durante i festeggiamenti di un compleanno dell’ormai anziano filosofo Diogene, un suo discepolo gli domandò:

“Maestro, ti conosciamo da anni e ti abbiamo sempre visto sereno, felice; ci puoi spiegare il segreto di questa quotidiana felicità?”

Diogene guardò il discepolo e poi, come sorpreso da questa domanda, rispose:

“Ma che domanda è mai questa? Ogni mattina, al risveglio, si presentano ad ognuno di noi solo due possibilità di scelta, quella di essere felici o quella di essere infelici, per quanto mi riguarda, io ho sempre scelto di essere felice”.

Al Capricorno che è in noi, capita di prendersi un po’ troppo sul serio, per questo anche la nostra visione del mondo tende a risentire di una certa pesantezza. Non è facile modificare consapevolmente questa attitudine di governare le nostre emozioni, ma con un buon allenamento si può fare!

La mattina, quando siamo ancora in quello spazio indistinto tra sonno e veglia, all’interno del quale si determinano inconsciamente le tonalità ed i colori degli umori che caratterizzano il nostro nuovo giorno, cominciamo a curarci consapevolmente con il sorriso .

Cominciamo con lo stirare piacevolmente ogni fibra del nostro corpo, stiracchiamoci in lungo e in largo come fa un gatto… e poi cominciamo a ringraziare il nostro corpo e a ridere!

Inizialmente questo ci sembrerà forzato e ridicolo, ma ridiamo anche di questo! Sorridiamo alla parte di noi che tiene così tanto alla sua immagine di serietà, che teme così tanto di essere ridicola. Continuiamo a ridere… ridiamo di tutte le ridicole obiezioni che la nostra mente inventerà per opporsi ad una semplice, viva e possente risata.

Il riso è contagioso, lasciate che contagi ogni parte di voi, lasciatevi pervadere completamente, ridete di gusto e ballate con tutto il corpo la sua danza.

Molto probabilmente all’inizio avrete difficoltà a lasciarvi andare spontaneamente a questa danza, non preoccupatevi, non rinunciate e ben presto ne sperimenterete il grande potere rilassante!

Così darete il colore della gioia e della leggerezza a questa giornata iniziata ridendo, diventando più disponibili e fluidi rispetto agli impegni e gli eventi della giornata.

Allenando anche l’attitudine alla gratitudine e l’apertura del cuore!

Social Share Buttons and Icons powered by Ultimatelysocial