Saperi qua e là!

“La vita offre numerose occasioni di esperienza e di esercizio. Si può dire che abbiamo il laboratorio o l’officina sempre con noi.” R.Assagioli

Voglio raccontare la storia di Roberto Assagioli, o per lo meno ciò che ho letto di lui, perché trovo sia utile e interessante conoscere la sua vita, le difficoltà e le esperienze che lo hanno portato a fondare la Psicosintesi. Credo, seppur io non l’abbia conosciuto di persona, che ogni evento della sua vita, i vari lutti, il carcere, la mancanza di riconoscimento iniziale, abbiano permesso ad Assagioli di donare al mondo un “pensiero psicologico” sulla conoscenza di sé e significato dell’esistenza, facilmente comprensibile e applicabile.

Ogni “prova” della vita, se la si vuole definire tale, nasconde sempre il potenziale che è necessario sviluppare; mentre la difficoltà che si percepisce è la resistenza che la Personalità sta opponendo all’espressione dell’Anima, che è sempre quella verso la Libertà e Amore.

Roberto Assagioli nasce a Venezia nel 1888; il cognome Assagioli lo acquisisce dal secondo marito della madre, il medico Emanuele Assagioli. Il padre muore quando Roberto Marco Grego, nome originario, ha appena due anni.

Nel 1904, con la famiglia raggiungono Firenze, affinché Roberto possa iscriversi all’Università e frequentare la Facoltà di Medicina.

Gli anni universitari sono caratterizzati da interessi culturali già molto vasti e diversificati.

A Firenze, Assagioli comincia a frequentare il movimento dell’avanguardia letteraria fiorentina collaborando con Papini, scrittore e saggista, Prezzolini, scrittore, giornalista e docente universitario, e altri nella redazione delle loro riviste.

Viaggia in tutta Europa e studia con i maggiori psichiatri del tempo, tra cui Carl Gustav Jung, venendo a conoscenza delle teorie elaborate da Sigmund Freud. Apprende, seppur molto giovane, l’aspetto rivoluzionario della teoria psicoanalitica. Assagioli infatti, sarà il primo a tradurre alcuni articoli di Freud; il primo rappresentante italiano ammesso alla Società Psicoanalitica Internazionale; il primo studente a laurearsi con una tesi sull’argomento, con la supervisione di Jung con il quale manterrà rapporti di amicizia per tutta la vita.

In questo stesso periodo, nasce il suo grande interesse per le tradizioni spirituali, filosofiche ed esoteriche di molte culture. È particolarmente attratto dalla spiritualità orientale, tanto da prendere lezioni di sanscrito. Questo orientamento verso altri “mondi” gli fa comprendere i limiti della psicoanalisi che pone l’attenzione esclusivamente sul disagio, scavando sempre di più nell’inconscio della personalità, senza invece far emergere le qualità dell’individuo, e pone le basi della Psicosintesi:

“nell’edificio psichico non ci sono solo i sottosuoli malsani da risanare, ma anche i vari piani, e infine le soffitte luminose con grandi terrazze, dove si possono ricevere i raggi vivificanti del sole e la sera contemplare le stelle…“.

“la psicologia introspettiva dell’Oriente, soprattutto per quanto riguarda gli stati superiori di coscienza, ha raggiunto un tal punto di complessità e profondità da superare di gran lunga la psicologia contemporanea”.1

Nel 1922 si sposa con Nella Ciapetti, dalla quale avrà un figlio, Ilario, che morirà di tubercolosi alla giovane età di 22 anni.

Nel 1927 nasce ufficialmente la Psicosintesi. Assagioli pubblica in inglese l’opuscolo “Psychosynthesis – A new method of healing” nel quale delinea alcuni punti fondamentali del modello psicosintetico. Fonda l’Istituto di Psicosintesi, inizialmente a Roma e successivamente a Firenze con sede presso la propria casa, che rimane attivo anche successivamente la sua morte. È tutt’ora possibile visitare lo stabile, che mantiene l’arredamento della casa di Roberto Assagioli con la sua biblioteca, e presso la quale sono possibili percorsi di gruppo, approfondimenti e corsi di formazione, oltre ad ospitare l’Archivio storico.

La Psicosintesi è una corrente psicologica che osserva l’uomo nella sua totalità bio-psico-spirituale ed è finalizzata allo sviluppo armonico della personalità ed al contatto con i livelli superiori della psiche.2

È un metodo di lavoro indicato per ogni individuo che sia pronto ad affrontare un processo di auto-formazione verso una progressiva e conoscenza di sé. Si articola in tre fasi principali che rappresentano le tappe di un processo circolare e progressivo: “conosci, possiedi, trasforma…te stesso”.2

La Psicosintesi considera l’essere umano dotato di un “centro di pura coscienza e volontà” in grado di armonizzare la molteplicità del suo essere interno; il primo passo è appunto quello di soffermarsi e porre l’attenzione su se stessi, su tutto il proprio mondo interiore composto di sensazioni, emozioni, desideri, pensieri, immaginazioni, intuizioni. Ascoltandosi, ognuno di essi prenderà una forma e il proprio subconscio sarà popolato da tante “parti di sé”, definite in Psicosintesi, sub-personalità: si potrà osservare la parte di sé bambina, o madre, o studentessa, etc… Ognuna di queste sub-personalità necessita di ascolto, infatti, molto spesso, alcune tendono a prendere il sopravvento facendo sì che l’individuo si identifichi in uno o nell’altro ruolo, rendendo egli succube di quella sua parte. È necessario, dunque, per prima cosa conoscere le varie “parti di sé”, prendere atto della loro esistenza, identificarle.

Il secondo passo è quello di “disidentificarsi” da esse, e identificarsi in un punto al “centro della propria coscienza”, equidistante e non coinvolto rispetto alle molteplici componenti periferiche della personalità. Da qui osservare come esse si relazionano, di che cosa necessitano, da dove originano, qual’è il loro scopo. È un processo lungo, che si acquisisce nel tempo e necessita di addestramento come qualsiasi sport a cui ci si avvicina per la prima volta. Lentamente si impara a mantenere vigile la propria mente, e a far vivere in questo centro “l’osservatore”. L’azione è proprio quella di osservare se stessi da un piano più alto, tanto da poter riconoscere quale parte della personalità sta agendo, e per i più esperti, allenarsi a dirigerle, “scegliendo” chi e in che modo si vuole essere nel mondo.

Ci si identifica, non più come corpo che percepisce, come emozione che sente o come mente che pensa, ma in un “Io che vuole”. Da questo centro si possono coordinare le proprie funzioni psichiche affinché non si percepisca una frammentazione interna ma esse collaborino in un intento comune, verso un’unità armonica e diventando l’individuo colui che governa le proprie azioni.

Si fa esperienza della Volontà, un’energia forte, buona e intelligente che rende l’essere umano fautore delle proprie scelte, coerenti con il vero bene di se stesso, del bene comune e dell’umanità, e lo sviluppo di una mente illuminata che lo aiuta a identificare la strategia più efficace per giungere al traguardo stabilito.3

L’ultimo passo conduce l’individuo a divenire consapevole della propria ricchezza e bellezza, portando in espressione le proprie potenzialità sempre mantenendo luminoso il “centro di coscienza”. Il percorso di trasformazione dell’individuo non si conclude con la “Psicosintesi personale”, il processo di armonizzazione della Personalità, ma si sviluppa nella sua elevazione verso una “Psicosintesi transpersonale”: la ricerca della sintesi tra l’Io, centro di volontà e di pura autocoscienza che è il riflesso del Sè traspersonale nella Personalità, con il Sè.

Trasformando, armonizzando e illuminando il proprio “Io”, si può fare esperienza del Sè transpersonale, impegnandosi a far si che la propria Personalità entri in relazione con la propria Anima al fine di perseguire la “via” che si è destinati a condurre verso il raggiungimento di un bene universale.

“Ognuno di noi può fare del materiale vivente della propria personalità un oggetto di bellezza attraverso cui possa manifestarsi il Sè”. R.Assagioli

Egli era di origini ebraiche e durante il fascismo conosce le persecuzioni razziali, nel 1940 viene arrestato con l’accusa di essere un “pacifista ed un internazionalista”.

Di seguito un estratto dal libro “Libertà in prigione”, dove sono raccolte le testimonianze di Assagioli sull’esperienza vissuta.

“Potevo trasformare questo periodo in una fase di riposo, in un’occasione per riflettere tanto sulla mia situazione personale – considerando la vita vissuta fino ad allora – quanto su problemi scientifici e filosofici; oppure potevo approfittare della situazione per fare un allenamento psicologico di qualche genere; infine, potevo farne un ritiro spirituale. Ebbi la percezione chiara che l’atteggiamento che avrei preso era interamente una decisione mia: che toccava a me scegliere uno o molti fra questi atteggiamenti e attività; che questa scelta avrebbe avuto determinati effetti, che potevo prevedere e dei quali ero pienamente responsabile. Non avevo dubbi su questa libertà essenziale e su questa facoltà e sui privilegi e le responsabilità che ne derivavano.”4

Al termine della guerra Assagioli si trasferisce con la famiglia definitivamente a Firenze dove riprende la sua attività come terapeuta, scrittore e formatore. Negli ultimi anni della sua vita arrivano i primi riconoscimenti ufficiali, invitato a partecipare a differenti Congressi internazionali di Psicoterapia e nel 1965 è tra i fondatori della Società Italiana di Medicina Psicosomatica.

In questi anni si dedica anche alle sue pubblicazioni, tra quelle più importanti: Principi e Metodi della Psicosintesi Terapeutica(1965), l’Atto di Volontà (1973) e Lo sviluppo Trans Personale(1988). Quest’ultimo è pubblicato tredici anni dopo la sua morte, in occasione del centenario della sua nascita, e rappresenta una raccolta di suoi scritti sul processo attraverso il quale successivamente la riarmonizzazione della Personalità, Essa la si trascende, attingendo così ad una Realtà più ampia in connessione con il Sè.5

Roberto Assagioli muore nel 1974 lasciando milioni di appunti e riflessioni in formato post-it che sono stati accuratamente suddivisi per tematiche all’Archivio Assagioli presso l’Istituto di Psicosintesi a Firenze, e denominati “Assagiolini”.

Si dice che per lui fosse una necessità scrivere, affinché potesse dare pace alla sua mente perennemente affollata. Annotava i propri pensieri in diverse lingue, su ogni pezzo di carta che trovava in giro, bigliettini da visita o volantini di ristoranti, etc… Si possono consultare, e lo feci qualche anno fa proprio presso “Casa Assagioli” e scoprii come questo splendido uomo avesse in mente progetti rivoluzionari in ogni ambito, nella Sanità, nell’Istruzione, nella Progettazione architettonica, etc..; poiché la Psicosintesi, nonché armonizzazione interiore e apertura all’Amore, al Sè per diventare in Terra l’Uno, è un’applicazione nel quotidiano che coinvolge ogni settore della vita dell’essere umano.

Roberto Assagioli con la Psicosintesi, ha saputo descrivere in termini semplici il significato dell’esistenza!

Tatiana Melis

1. Assagioli R, cit. in Giovetti P. Roberto Assagioli. Roma: Ed. Mediterranee, 1995

2. Assagioli R. L’atto di volontà. Roma: Astrolabio; 68-81

3. Assagioli R. Equilibramento e sintesi degli opposti. Firenze: Istituto di Psicosintesi

4. Assagioli R. Libertà in prigione. Firenze: Istituto di Psicosintesi

5. Assagioli R. Lo Sviluppo Trans Personale. Roma: Astrolabio

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